Calatafimi e Segesta

Le origini della città di Calatafimi, sono innegabilmente legate alle origini del suo castello, posto su di un colle che sovrasta l'intero paese. I ruderi che oggi rimangono inducono a pensare che sia una ricostruzione del XII secolo, su un precedente castello più antico, eretto dagli arabi verso il trentennio del IX sec. e nei tempi ampliato e rimaneggiato.

Tra i monumenti principali ricordiamo la Chiesa Madre dedicata a San Silvestro Papa, la chiesa da San Michele, la chiesa della madonna del Giubino recante all'interno, in altorilievo marmoreo, l'immagine della Patrona del paese, e la chiesa del SS. Crocifisso. Un museo all'aperto: tale è il medievale quartiere Borgo, oggi disabitato, originario nucleo residenziale del Paese. Sul colle di Pianto Romano si erge l'Ossario, opera di E. Basile, ai caduti della battagli del 15 maggio 1860 che Garibaldi e i Mille vinsero contro i Borboni. Le origini di Segesta si perdono proprio nella notte dei tempi. In perenne conflitto con Selinunte per questioni di confine - una lotta al termine del quale Selinunte soccomberà - distrutta da Agatocle perchè appartenente all'orbita politica cartaginese, ricca in età romana anche in virtù della vicinanza con il porto di Castellammare, oggi conserva le vestigia del suo antico splendore in un'area archeologica ancora in parte da indagare. Tra i più bei reperti che l'antichità ci abbia restituito si eleva, intatto sullo sfondo di un paesaggio incontaminato, il Tempio dorico, esastilo, databile all'inizio del V secolo A.C., che costituisce un autentico mistero per gli archeologi. Sulla vetta del monte Barbaro sorge il Teatro, databile al III secolo A.C., dove di recente scavi compiuti hanno riportato alla luce, al di sotto della scena, un abito datato al X-IX secolo A.C.